Che cos'è il Metodo Mézières

Al giorno d' oggi tutti sappiamo cosa vuol dire olismo, globalità, Catena Muscolare, meccanismo di compenso, e cerchiamo di  agire ricercando la causa di una disfunzione e di un' algia.

Ma all’epoca di Mézières, cioè fino a 2 o 3 decenni fa, queste nozioni erano completamente ignorate ed è in gran parte grazie a lei se oggi fanno parte della nostra cultura riabilitativa e del nostro bagaglio terapeutico.

Françoise Mézières si distingue per un approccio originale all’uomo e alla malattia, dove l’essere umano è considerato nel suo insieme.

Per Lei, ogni parte del corpo è intercomunicante attraverso i muscoli organizzati in “Catene Muscolari”.

Per diverse ragioni, queste catene muscolari hanno spesso tendenza ad essere troppo tese e corte, fatto che provoca una limitazione ai movimenti e destabilizza la statica corporea attraverso dei meccanismi adattativi e di compenso.

Di conseguenza, l’arte terapeutica del Fisioterapista Mézièrista consisterà nel ripercorrere a ritroso la catena delle compensazioni instauratesi nel corpo, cercando così la, (o le) causa (e) primaria (e).

A questo fine vengono utilizzate delle posture di allungamento che permettono di guadagnare un allungamento, una elasticizzazione e un rilassamento delle catene muscolari contratte e/o retratte.

Queste posture interessano il corpo nella sua totalità e mirano a correggere i diversi squilibri in contemporanea. Questo lavoro richiede la partecipazione attiva del paziente.
Al di là della sua azione curativa, questo metodo ha una vocazione educativa e preventiva.

Si ha anche una ripercussione benefica sull’equilibrio del sistema neuro-vegetativo, una riarmonizzazione dello schema corporeo e favorisce la presa di coscienza delle somatizzazioni.

Le Catene Muscolari

Attraverso la loro reciprocità e sovrapposizione inserzionale, i muscoli del corpo possono organizzarsi in vere e proprie Catene Muscolari. Queste favoriscono la comunicazione e interdipendenza tra il tronco e gli arti: inferiori e superiori. Gli arti inferiori sono collegati al tronco per intermezzo del bacino, gli arti superiori per intermezzo delle spalle. Le Catene Muscolari realizzano così l’unità del corpo.

E’ questa la ragione per cui un eccesso di tensione ad una estremità di una catena comporta obbligatoriamente una difficoltà all’estremità opposta della stessa catena.

Questo meccanismo ci fa capire quanto sia inutile un lavoro segmentario che terrà conto una sola parte del problema, generalmente la conseguenza o il sintomo, senza occuparsi della causa.

E sappiamo ormai, nell’approccio terapeutico contemporaneo, quanto in effetti sia limitato, se non completamente inutile, un approccio puramente sintomatico alle problematiche disfunzionali dei nostri pazienti.

E’ Françoise Mézières a scoprire e sottolineare l’importanza della Catena Muscolare Posteriore, che si estende dalla base del cranio alle dita dei piedi.
In funzione del risultato del rigoroso esame statico posturale da effettuarsi ad inizio trattamento e, ancor di più, alle risposte compensatorie che il corpo del paziente metterà in atto durante il trattamento stesso che il Fisioterapista Mézièrista dovrà riequilibrare e, se necessario, indirizzarsi anche alle altre catene muscolari.

Per via della interattività delle catene muscolari, durante l’applicazione delle posture di stiramento, il terapista dovrò essere molto attento ai diversi compensi che potranno apparire a distanza.

La respirazione

Tra i primi compensi che appaiono quando si tenta di allungare le catene Muscolari, abbiamo il blocco della respirazione in inspirazione.
Molte persone sono in attitudine di blocco inspiratorio o espiratorio per via della loro statica squilibrata e/o delle loro tensioni muscolari.
Il trattamento con il metodo Mézières non può prescindere dalla rieducazione e liberazione delle respirazione.

Una particolare attenzione viene riservata al movimento del diaframma che attraverso le sue molteplici funzioni respiratoria, fonatoria, circolatoria, digestiva, ginecologica e statica, si ritrova ad essere il punto di equilibrio di tutto il nostro sistema mio-fasciale.

Il diaframma deve essere libero e mobile.

Non potremo compiere un buon lavoro di riequilibrio delle catene se prima, e in contemporanea, non ci dedichiamo a questa liberazione respiratoria ed al rilassamento/allungamento del diaframma.

Le posture di allungamento

A seguito di un bilancio generale e di un esame statico posturale molto approfondito, il Fisioterapista Mézièrista determina le catene muscolari il cui accorciamento provoca le disfunzioni e/o i dolori per i quali il paziente è venuto.

Sceglierà, dunque, le posture che, in funzione delle possibilità del soggetto, permetteranno di liberare le catene mio-fasciali retratte controllando e correggendo gli eventuali compensi comparsi durante il trattamento.

Queste posture possono compiersi in posizione supina, seduta o in piedi e saranno accompagnate dal lavoro di liberazione del diaframma al fine di ottenere una correzione globale.

Indicazioni

Le principali indicazioni sono:

  • le algie vertebrali croniche o acute: lombalgie, dorsalgie, cervicalgie.
  • le nevralgie accompagnate da mal di schiena: sciatiche, cruralgie, nevralgie cervico-brachiali
  • i dolori cronici o acuti delle articolazioni e degli arti: coxartrosi, gonartrosi, tendiniti…
  • le deviazioni e deformazioni ortopediche nell’adulto e nell’adoloscente: lordosi, cifosi, scoliosi, ginocchio valgo e varo, piedi piatti o cavi…
  • le conseguenze sul piano posturale degli eventi traumatici e delle malattie neurologiche
  • le conseguenze sul piano posturale delle disfunzioni respiratorie
  • le conseguenze degli incidenti sportivi
  • le tensioni muscolari e dolori dovuti allo stress
  • le ripercussioni sullo schema corporeo di alcune sindromi psicosomatiche.
  • Riabilitazione motoria post-traumatica (relativi accorciamenti muscolari - e ripercussioni sul piano posturale)

L’aspetto individuale e progressivo del trattamento ne permette l’adattamento a qualunque età.

 

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